Urbanistica INFORMAZIONI

Il Piano Operativo Comunale e il Documento Programmatico per la qualità urbana

L’attuazione del Psc attraverso il Poc ha lo scopo di ottenere strutture urbane efficienti sotto l’aspetto sociale, energetico e ambientale. Sul tema della qualità urbana delle trasformazioni, competono agli strumenti attuativi del Piano la definizione e la progettazione della qualità urbana, la costruzione degli spazi pubblici e l’organizzazione dei servizi; in definitiva la costruzione della “città pubblica” rappresenta l’obiettivo prioritario della pianificazione attuativa.
Il Documento Programmatico per la Qualità Urbana (Dpqu), introdotto dalla Legge Regionale 6/2009, costituisce l’elaborato fondamentale propedeutico all’elaborazione dei Poc e del Programma di Riqualificazione Urbana (Pru). Il Dpqu è riconducibile a una sorta di piano dei servizi di scopo teso a migliorare il rendimento sociale della città pubblica; costituisce, inoltre, il riferimento preliminare per la verifica delle pratiche negoziali pubblico - privato tese a finanziare e realizzare attrezzature e servizi in carenza di risorse comunali.
Si tratta di uno strumento innovativo a valenza socio – urbanistica, che si propone di agevolare l’unificazione fra le componenti sociali e quelle urbanistiche e spaziali in funzione della formazione dei Poc e dei Pru.
Il Documento Programmatico per la Qualità Urbana costituisce lo strumento per indirizzare la progettazione attuativa nelle azioni di trasformazione e rappresenta, inoltre, lo strumento idoneo per far sì che in parti significative della città si attivino Piani di Riqualificazione degli spazi pubblici, di miglioramento degli edifici e dei quartieri urbani contribuendo a una migliore sostenibilità urbana. Tali programmi risultano prioritari rispetto a quelli che consumano nuovo suolo.
Il Dpqu si applica agli ambiti, compresi quelli da formare, riqualificare e consolidare, già individuati in sede di Psc, con particolare riferimento alle funzioni, alle dotazioni territoriali e alle relative prestazioni. In questo contesto, assume un ruolo organizzatore e ordinatore del disegno della città pubblica assumendo quindi una funzione strategico-operativa.
La struttura del Dpqu si articola in quattro fasi tematiche:
- inquadramento del Dpqu nel processo di piano;
- analisi del fabbisogno e verifica delle relazioni tra la struttura urbana considerata e le dotazioni territoriali;
- individuazione degli obiettivi da perseguire e proposta di programma intesa come nuova offerta di servizi;
- fase esplicativa e comunicativa tramite il metaprogetto che rappresenta in maniera ideogrammatica il “nuovo telaio urbano” per la formazione della città pubblica.
Sarebbe opportuno associare al Dpqu un programma di gestione e di monitoraggio prevedendo iniziative partecipate, sia per verificare l’attuazione, sia per valutare il grado di qualità urbana percepita, mettendo in relazione gli indicatori relativi alla qualità architettonica e urbanistica con quelli sociali, funzionali ed identitari.
Un Dpqu realizzato sulla scala del Circondario Imolese rappresenta una sfida in quanto si tratta di ripensare complessivamente la rete dei servizi pubblici su scala sovracomunale facendo evolvere i Piani dei servizi dei singoli Comuni, che pure hanno rappresentato, un momento di reale innovazione e individuato reti di sevizi. Si tratta, in sostanza, di individuare vari tipi di servizi pubblici, alla scala di vicinato, di insediamento, comunale e sovracomunale definiti come una rete ed in un rapporto di reciproca integrazione.
La definizione di diverse scale di servizi consentirà di superare un approccio solo quantitativo di rispondenza delle dotazioni territoriali, a un approccio qualitativo partecipato con i cittadini.
Il Psc del Nci identifica nel Poc lo strumento primario e diretto per l’attuazione delle proprie finalità e dei propri contenuti; a tal fine costituisce norme stringenti per la formazione dei Poc, anticipando nelle Schede degli ambiti di trasformazione previsti precise indicazioni e valutazioni ambientali, assieme alle principali determinazioni progettuali. A sopperire della mancanza della prefigurazione delle compagini urbane rispetto ai processi previsti dalla legge urbanistica regionale (Lr 20/2000 e smi), il Psc del Nuovo Circondario Imolese introduce lo strumento del Disegno Urbanistico Concertato (Duc) che, in termini propedeutici all’introduzione di tutto o di parte di questo nel Poc, prefigura l’assetto infrastrutturale e strutturale di un intero ambito in una sorta di “masterplan”. Gli strumenti delle Schede del Dpqu, degli avvisi a pubblica evidenza, del Duc e degli Accordi tra pubblico e privato concorrono, secondo termini ben stabiliti dal Psc, a rendere i Poc facilmente perseguibili, a ridurre il contenzioso tra il pubblico e il privato (il Duc viene proposto dai privati e concordato con l’amministrazione), a legare le azioni del Poc con le reali disponibilità di diritti edificatori del pubblico e dei Piani degli Investimenti e delle manutenzioni urbane.

Data di pubblicazione: 29 ottobre 2013