Urbanistica INFORMAZIONI

Le città nel pallone

Con una popolazione giovanissima di circa 3.2 milioni di abitanti, Johannesburg si è sviluppata a ritmi vertiginosi e nel corso di circa un secolo, dalla scoperta del primo filone d’oro nel 1886 nella zona del Witswatersrand, si è trasformata da piccolo villaggio minerario, a città più ricca dell’Africa Sub-Sahariana. Metropoli ricca di contrasti, Johannesburg ha visto applicati, in modo molto ferreo, i principi della pianificazione separata nel periodo di massima crescita urbana della città. L’apartheid, instaurata dal National Party dal 1948 al 1990, imponeva una separazione di tutti i servizi pubblici che venivano differenziati per razza, ma limitava fortemente anche tutti i diritti della popolazione nera e delle altre minoranze etniche presenti nel paese, come ad esempio la folta comunità indiana. Il Natives Urban Areas Act (1923), non solo imponeva condizioni urbane segregate, ma impediva anche ai neri la migrazione dalle campagne alle città, attraverso rigidi registri municipali di collocamento, secondo i quali i neri non registrati potevano essere sgomberati dalle aree urbane. È stato calcolato che, solo negli anni ‘60, sia stato spostato con la forza dalle aree urbane verso le riserve nere, circa un milione di persone. A Johannesburg come in tutte le città del Sud Africa segregato, l’applicazione di queste norme ha avuto come diretta conseguenza lo sgombero forzato degli slums e la creazione delle township, sempre insufficienti per la popolazione sfrattata, che andava cosi a ricostituire nuovi insediamenti informali nelle immediate vicinanze delle township autorizzate. A Johannesburg le township destinate alla popolazione nera vennero concentrate a ridosso del limite ovest della città, andando a formare quella che poi sarebbe diventata la SOuth WEstern TOwnship, ovvero Soweto. Con la fine del regime, per Johannesburg, come per tutto il paese, si sono accresciute le promesse di redistribuzione della ricchezza, della diminuzione della povertà e della disuguaglianza, che però non sono assolutamente diminuite, tanto che la disoccupazione è al 30% circa, con un aumento dal 1996 al 2001 del 65%. Johannesburg si trova nel Gauteng, provincia in cui risiedono 8.8 milioni di persone circa, e a 60 Km a sud di Pretoria, la capitale amministrativa della Repubblica sudafricana, ma la città ospita comunque alcune istituzioni nazionali come la Corte Costituzionale.

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Le due Johannesburg {JPEG}

Le città del mondiale, da www.cartografareilpresente.org. Questa carta è stata prodotta all’interno di una ricerca sul Sudafrica svolta in occasione dei Mondiali di calcio. Una prima versione è stata pubblicata in Internazionale n 854 del 9/15 luglio 2010. Cartografare il presente è un progetto del Dipartimento di Discipline Storiche, Antropologiche e Geografiche dell’Alma Mater - Università di Bologna: Direzione: Raffaele Laudani, Equipe: Silvia Dotti (Web), Giulio Frigeri, Francesco Gastaldon, Maria Luisa Giordano, Ugo Guarnacci, Dario Ingiusto, Federico Labanti, Nieves López Izquierdo, Cécile Marin (Supervisione Cartografica), Giulia Merlin, Marianna Pino, Riccardo Pravettoni e Maria Chiara Rioli.

Letture e conti sul mondiale

Gli effetti sul Sud Africa della FIFA World Cup 2010 sono stati oggetto di esame critico anche prima del calcio di inizio (Pillay et al. 2009). La tesi centrale è che il più grande beneficio che il paese possa ricavare da questo evento è un ripudio dell’”Afropessimismo” e l’affermazione di un’identità africana contemporanea sia in patria che a livello globale. Accademici e professionisti hanno contribuito al volume per fornire una prospettiva interdisciplinare sulle probabili conseguenze della Coppa del Mondo per l’economia del Sud Africa e delle sue città, sullo sviluppo delle infrastrutture e sulla proiezione della cultura e dell’identità africana. Particolare attenzione è stata attribuita a una serie di argomenti, tra cui i costi di gestione e i benefici attesi dal Mondiale del 2010, anche in termini occupazionali e di investimenti nelle infrastrutture e nel turismo. E non si è trascurato il tema delle speranze, dei sogni e delle aspirazioni connesse con i Mondiali del 2010: cosa significa parlare di Coppa d’Africa, di cultura africana e di identità. Beavon cerca di trasmettere un “senso del luogo” per la città di Johannesburg sintetizzando la storia della geografia della città dai suoi giorni come un campo di minatori fino alla metropoli leader del continente africano. La sua premessa nel delineare questa geografia urbana – ovvero dove e come gli abitanti di Johannesburg vivono e lavorano - è che i problemi e le disfunzioni derivano da diverse fasi che si sono sovrapposte, e che questi non possono essere risolte senza una solida comprensione di ciò che è accaduto (Beavon 2004). Più nel dettaglio (Zito e Piccarolo 2010), il Mondiale si è svolto in 10 stadi e 9 città, con 570 mila posti a sedere totali e 3 milioni di biglietti venduti. Le partite disputate sono state 64 con 350 mila visitatori previsti. L’iniziativa ha consentito la costruzione di 30 nuovi hotel. I visitatori hanno speso 1,3 miliardi di rand (142 mln di Euro) mentre la costruzione e ristrutturazione degli stadi è costata 2,2 miliardi (251 mln Euro). Solo per la realizzazione del Soccer City Stadium sono stati investiti 189 milioni Euro; altri 44 milioni Euro sono andati alla ristrutturazione e all’ampliamento dell’Ellis Park Stadium. Più in dettaglio, $9,1 miliardi sono stati destinati a investimenti sul sistema stradale; $2,4 miliardi di investimenti per gli aeroporti; 2 miliardi ai treni locali. Il nuovo sistema di Bus Rapid Transit (Rea Vaya), che ha migliorato l’accesso a Nasrec e all’Ellis Park, è costato solo $260 milioni. Il programma di investimento sulle infrastrutture consiste in $52 miliardi, nel complesso dovrebbe garantire 129.000 nuovi posti di lavoro. Gli introiti della FIFA da sponsor e diritti televisivi dovrebbero consistere in $3,3 miliardi rispetto ai $2,6 miliardi di Germania 2006 (mediaclubsouthAfrica.com, Southafrica.info, BBC News, Engeneering News).

Siti internet consultati:

abahlali.org
gautrain.co.za
jda.co.za
ellispark.co.za
infrastructurist.com
infrastructuredialogues.co.za
joburg.org.za
joshco.co.za
migration.org.za
sacities.net
spii.org.za
streetnet.org.za
worldcupplanning.blogspot.com

Bibliografia
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Uniting a divided city. Governance & social exclusion
in Johannesburg, Londra, Earthscan publications.
Beavon, Keith. (2004), Johannesburg. The making and
shaping the city, Pretoria, UNISA Press.
Bénit-Gbaffou Claire, In the shadows of 2010: Democracy
and displacement in the Greater Ellis Park Development
Project, in Pillay, et al. (2009), pp. 200 – 224.
City of Johannesburg, (2010), Greater Ellis Park,
http://www.joburg.org.za/index.php?option=com_cont
ent&task=view&id=1672&Itemid=49
Dugger, Celia W. (2010), “A Bus System Reopens Rifts
in South Africa” in The New York Times.
http://www.nytimes.com/2010/02/22/world/africa/22b
us.html?_r=1
FIFA (Fédération International de Football
Association), (2004), Inspection Group Report for the
2010 FIFA World Cup ; Ginevra. FIFA (download da
http://www.fifa.com/mm/document/tournament/comp
etition/ig_report_fwc2010_en_25997.pdf )
Hattam, Jennifer (2010), Rich South Africans Oppose
Green New BRT Lines; Say They ‘Damage Property
Values’ http://www.treehugger.com/files/2010/02/richsouth-
africans-oppose-green-new-brt-lines.php
JDA, Johannesburg Development Agency (2005),
Nasrec Development Feasibility Study, Urban Design
Framework Report,
http://www.jda.co.za/developments/nasrecprecinct/
overview (download del 1 settembre 2010).
JDA, Johannesburg Development Agency (2009),
Year-End Budget & Performance Assessment. 2008-
2009 Financial Year, www.jda.org.za
Nate, Berg. (2010a), The infrastructural benefit of
South Africa’s World Cup in www.planetizen.com, 10
maggio 2010
Nate, Berg. (2010b), Benefits and Burdens in Post-
World Cup South Africa in www.planetizen.com, 2
agosto 2010.
News24.com, SWC to leave transport legacy, 20 aprile
2010
Pillay Udesh, Tomlinson Richard & du Toit Jaques.
(2006), Democracy and Delevery. Urban Policy in
South Africa, HRSC Press, Cape Town
Pillay, Udesh, Tomlinson Richard and Bass Orli.
(2009), Development and Dreams. The urban legacy of
the 2010 Football World Cup, HRSC Press, Cape Town
Wessels, Martin (2006), Greater Ellis Park
Performance Survey 2006 for the JDA
Zito, Carlo e Piccarolo, Gaia (a cura di). (2010), “I 10
stadi dei mondiali di calcio”, Il giornale
dell’architettura, n°85, giugno/luglio 2010, p.24.

Data di pubblicazione: 23 marzo 2011