Parte del Servizio "Domenico Cecchini: il valore sociale dell’urbanistica e il coraggio di trasformare la città"
a cura di Chiara Ravagnan e Romina D’Ascanio
Dip. di Studi Umanistici/Università degli Studi Roma Tre
Il contributo propone una riflessione sul valore simbolico e concreto del gesto di piantare alberi, collegandolo alla figura e all’eredità culturale di Domenico Cecchini. L’articolo interpreta l’albero come metafora di un’urbanistica capace di guardare al lungo periodo, costruire relazioni durature e generare benefici collettivi che travalicano il presente. A partire da un ricordo personale e professionale, il testo mette in evidenza come temi quali ambiente, qualità dello spazio pubblico, responsabilità civica e cura del territorio abbiano rappresentato elementi centrali nell’approccio di Cecchini alla città. La piantumazione assume così il significato di un investimento sul futuro e di un atto di fiducia nelle generazioni successive, richiamando la necessità di una pianificazione che sappia coniugare sostenibilità, memoria e bene comune. L’articolo restituisce infine il profilo umano e culturale di un urbanista che ha contribuito a diffondere una visione inclusiva e responsabile del governo del territorio.
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