Urbanistica INFORMAZIONI

Il valore etico e pubblico del piano: l’impegno di Sandra Vecchietti

Parte del Servizio "Ricordo di Sandra Vecchietti"
a cura di Carolina Giaimo

Vittorio Emanuele Bianchi

Presidente Inu Emilia-Romagna

Abstract

Sandra Vecchietti ha coniugato nella propria attività professionale e culturale la qualità tecnica con l’attenzione allo sviluppo sostenibile, contribuendo alla redazione di piani urbanistici tradizionali e innovativi, alla valutazione ambientale e al miglioramento degli spazi pubblici. Ha promosso metodologie per ridurre i rischi idrogeologici, alluvionali e sismici, integrando ecosistemi urbani e infrastrutture verdi e blu. Il suo lavoro ha incluso rigenerazione urbana, valorizzazione del paesaggio e turismo sostenibile, sviluppando strumenti partecipativi e regole capaci di misurare il beneficio pubblico dei progetti. Attiva nell’Inu a livello regionale e nazionale, ha supportato politiche territoriali e normative innovative, piani di cui lei perseguiva la efficacia, il valore pubblico, l’attenzione all’evoluzione culturale e giuridica che sta connotando la nostra disciplina.

Sandra Vecchietti ha trasfuso nella sua attività professionale, di qualità sempre elevata, la ricerca continua dell’utilità del piano, cogliendo le mutazioni in atto nella società e nella legislazione e contribuendo in maniera costante e intensa al dibattito culturale dell’Istituto anche attraverso la sua esperienza applicativa.
Come libero professionista incaricato, in associazione temporanea di professionisti, come consulente o coordinatore scientifico e metodologico, ha contribuito alla redazione di vari strumenti urbanistici, sia configurati da leggi regionali riformate (piani di contenimento del consumo di suolo e di rigenerazione urbana, piani strutturali, piani di assetto del territorio, piani operativi e regolamenti urbanistici edilizi, piani degli interventi, ecc.), sia tradizionali (piani regolatori, piani attuativi).
Ha contribuito al dibattito culturale dell’Inu sia a livello regionale, dove ha agito il ruolo di membro del direttivo e di presidente regionale dal 2012 al 2023, sia a livello nazionale dove ha agito i ruoli di membro del Direttivo nazionale, della Giunta e di componente del Consiglio di amministrazione di Inu edizioni e della redazione nazionale di Urbanistica Informazioni. Sia nell’attività professionale sia nella partecipazione all’attività culturale dell’Inu, la sua attenzione ha avuto come costante il tema della declinazione dello sviluppo sostenibile nella redazione dei piani urbanistici, in misura e con caratteristiche diverse, relazionate allo strumento e alle realtà indagate.
Ha sviluppato il tema della valutazione della sostenibilità delle trasformazioni nelle sue declinazioni ambientali, territoriali, sociali ed economiche con un focus particolare rivolto all’assetto e alla qualità della città pubblica. Ha contribuito all’allargamento del tema degli standard del Dm n. 1444/1968 estendendolo a quello più complesso delle dotazioni territoriali pubbliche (ma anche private) che includono, alla scala urbana, gli interventi di riduzione dei rischi – alluvionale, idrogeologico, sismico – il contrasto ai cambiamenti climatici, i servizi ecosistemici. Tematiche che ha sviluppato nei piani delle Unioni Valli del Savio e di Terre d’Argine, di Cesena, di Modena – che ha vinto il Premio Urbanistica nel 2023 – e da ultimo di Ravenna. Su questo aspetto ha coinvolto la Sezione Emilia-Romagna nello sviluppo di numerose iniziative sia a livello regionale sia in collegamento con altre Sezioni regionali e nel contesto dei lavori della Community dedicata ai nuovi standard urbanistici.
Ha inoltre approfondito il tema della sostenibilità ambientale approcciando metodologie consolidate relative alla redazione di Vas, Vinca, Via; nella redazione della maggior parte dei piani urbanistici, ha sviluppato valutazioni di incidenza per le aree Natura 2000 presenti nel territorio della Sibaritide, mentre valutazioni di impatto ambientale accompagnano i suoi progetti agrivoltaici pugliesi. A partire da queste metodologie ha allargato e arricchito lo spettro della valutazione. Ne è un esempio l’approccio di riduzione del rischio alluvionale nei contesti urbani che può individuare tre scenari di allagamento: fluviale, pluviale e costiero, e valutare come alternative progettuali possono concorrere alla loro riduzione e contestualmente qualificare gli spazi pubblici attribuendo loro più funzioni (realizzazione di dune artificiali costiere, piazze delle piogge, bacini di laminazione, canali di gronda, una maggiore permeabilità degli insediamenti). I Pug di Cervia, Cesenatico, Cesena e dell’Alto Savio sviluppano in particolare questi aspetti.
Ha affrontato la sostenibilità di interventi sul territorio da angolature nuove, associando il contenimento del consumo di suolo a un’attenzione particolare al paesaggio, oggetto in particolare del Pat (Piano di assetto del territorio) di Portogruaro, del Psa (Piano strutturale associato) della Sibaritide e del Prg (Piano regolatore generale) di Rovereto. In queste pianificazioni il paesaggio è anche l’elemento centrale per promuovere una maggiore diffusione del turismo rurale e ambientale con modalità di fruizione del territorio che integrano infrastrutture di mobilità lenta con infrastrutture verdi o blu. Ed è presente il tema dell’osmosi tra l’agricoltura e le altre attività, perseguita anche con modalità originali, ad esempio con una maggiore integrazione con una fruizione lenta del territorio che vede nei flussi turistici sulle ciclovie una delle forme di turismo particolarmente in crescita. I Pug (Piano urbanistico generale) dei comuni della Valle del Savio, di Cesena e di Cesenatico si soffermano in particolare su questi ultimi temi.
Ha contribuito con la sua esperienza culturale e professionale al “Tavolo di coordinamento tecnico per le politiche sul governo del territorio” istituito dalla Regione Emilia-Romagna, che ha supportato la stesura della Lr n. 24/2017 e i relativi atti di indirizzo e coordinamento tecnico.
Ha colto le opportunità introdotte dalla Lr n. 24/2017 emiliana conferendo ai piani urbanistici un approccio totalmente nuovo per perseguire l’obiettivo di contenimento del consumo di suolo e promuovere la rigenerazione urbana. Un approccio che nei contenuti e nella formazione fa riferimento alle metodologie da lei collaudate nella sua lunga esperienza di redazione dei piani strategici. Tra i piani strategici redatti più di recente ricordiamo: lo Studio di fattibilità (Sdf) finalizzato alla realizzazione del Piano strategico “Palermo Capitale del Mediterraneo” e il progetto preliminare di pianificazione strategica nell’ambito territoriale dell’Unione Valle Savio.
Nella sua attività professionale ha sviluppato i temi della rigenerazione, riqualificazione, rifunzionalizzazione di parti di città con attenzione anche agli aspetti sociali, integrando l’eliminazione del degrado (edilizio ma spesso anche urbano) con la creazione di nuove centralità e luoghi di aggregazione della città pubblica. Ha introdotto più articolate forme di partecipazione e l’interlocuzione con gli operatori privati a vario titolo coinvolti nei processi rigenerativi. Lo ha fatto aggiornando la forma dello strumento urbanistico e in particolare il ruolo delle regole. La forma dello strumento urbanistico che ha sviluppato collega, attraverso le regole, le dimensioni strutturali, strategiche, regolamentari e operative del piano e conferisce un ruolo centrale alla valutazione del beneficio pubblico dei progetti di trasformazione complessa.
Attraverso la valutazione del beneficio pubblico diviene possibile valutare contestualmente il contributo degli interventi alla qualificazione/crescita della città pubblica e la fattibilità dei medesimi, seguendo criteri oggettivi, incardinati sulle criticità da risolvere e sulle opportunità di rigenerazione urbana. Criteri che consentono di proporzionare le trasformazioni urbane al beneficio che queste producono sulla città pubblica, la mobilità sostenibile, l’adattamento ai cambiamenti climatici, il paesaggio, il welfare e l’inclusione sociale, la sostenibilità complessiva. Criteri trasparenti che sostanziano la dimensione strategica del piano e attraverso i quali l’amministrazione comunale comunica i propri obiettivi di rigenerazione urbana e territoriale e li consolida nella dimensione operativa. Una forma di piano che per molti, in Emilia-Romagna, è diventata un riferimento da seguire.
Una forma di piano che persegue la coerenza della dimensione operativa alla dimensione strategico-strutturale e si inquadra nel percorso culturale dell’Istituto per la riforma della Legge di principi generali sul Governo del territorio. A questa evoluzione del modello valutativo corrisponde anche un aggiornamento della perequazione urbanistica per adeguarla a disciplinare anche le trasformazioni nella città costruita. Possiamo trovare questi temi ampiamente sviluppati alla scala urbana nella maggior parte dei Piani urbanistici generali che connotano la sua attività professionale – tra i molti il Pug di Cervia, Cesenatico, Modena, Terre d’Argine, Ravenna nella stesura recentemente adottata –, anche nei piani attuativi in numerosi piani particolareggiati per i centri storici, negli Sdf di Palermo finalizzati al recupero, rigenerazione e valorizzazione di aree degradate situate nel centro storico.
Nel suo ruolo professionale ha portato all’interno del piano urbanistico comunale queste innovazioni, che partecipano del dibattito culturale dell’Istituto, convincendo le amministrazioni dell’utilità di questo approccio e coinvolgendo i tecnici pubblici che con lei hanno costruito queste pianificazioni. Lo ha fatto con il garbo e la misura che contraddistinguono la sua umanità, attraverso il confronto attento alle caratteristiche delle persone oltre che dei territori.
Ha portato questa esperienza nell’attività della Sezione. Coordinando il dibattito regionale con il dibattito nazionale, ci ha condotti al confronto e alla divulgazione dei temi della rigenerazione urbana, dei nuovi standard urbanistici, delle mutazioni dell’urbanistica, dei modelli di valutazione della qualità urbana, del beneficio pubblico, degli accordi negoziali, delle trasformazioni della città esistente, sempre sottolineando il ruolo etico e pubblico del piano urbanistico.
Lo ha fatto attraverso l’organizzazione di numerose iniziative e convegni, di corsi di aggiornamento professionale in collaborazione con l’Ordine architetti di Bologna, delle Summer School che la Sezione organizza annualmente dal 2006 e che lei, in qualità di presidente, ha organizzato dal 2012 al 2021, e della Rassegna regionale del 2022 organizzata contestualmente al 31° Congresso nazionale dell’Inu dedicato alla riforma urbanistica nazionale. Ha indirizzato l’attività culturale della Sezione al confronto con i pianificatori e gli enti locali che operano nella regione per sottolineare come i cambiamenti in atto possono contribuire all’utilità del piano. Con uno spirito costruttivo e dialogante, ha saputo intrecciare relazioni di autentica collaborazione tra le sezioni regionali e sempre in maniera concreta: utilizzando il confronto tra esperienze in corso, facendo “parlare” i piani, come più volte le ho sentito dire.
Piani di cui lei perseguiva l’efficacia, il valore pubblico, l’attenzione all’evoluzione culturale e giuridica che sta connotando la nostra disciplina. Piani per un’urbanistica che incide sulla qualità della vita delle persone e del territorio. Piani flessibili, equi e sostenibili come lei stessa li definiva.

Riferimenti bibliografici

Comune di Ravenna (2024), Piano urbanistico generale. Progetti cardine Sq0sa - Darsena di città.

Pubblicato il 20 novembre 2025